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Muro di contenimento: cosa sono e a cosa servono

2 Giugno 2021Davide Gulino
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Il muro di contenimento e sostegno è costruito per evitare che terreni scoscesi e scarpate franino sul terreno.  Può essere realizzati innanzitutto in cemento, ma anche in pietra e in legno per ragioni di estetica e arredo urbano.

Muro di contenimento e sostegno: le origini

Muro di contenimento e sostegno: le origini

Sull’estetica e la solidità della Grande Muraglia cinese non vi sono dubbi. Quest’opera serpeggiante, però, forse non era stata concepita per contenere le frane, quanto piuttosto le orde nemiche.

L’affascinante opera di sbarramento, annoverata fra le sette meraviglie del mondo, consiste in una serie di muri situati a varie altezze del territorio cinese ed è stata costruita a partire dal 215 a.C.

Oggi ne restano in piedi, pressoché tutti percorribili, 6.350 chilometri.

A tutti è sicuramente capitato di imbattersi, almeno una volta, in un muro di contenimento, ovvero in una struttura realizzata appositamente per sostenere il terreno adiacente.

Questi muri, chiamati anche “di sostegno”, non vanno confusi con altri tipi di murature. Un esempio? Nel caso in cui un muro di contenimento coincida con il confine di una proprietà, questo non deve essere considerato un muro di cinta, il cui unico scopo è invece quello di delimitare una proprietà. Proprio da questa riflessione emerge la natura prettamente funzionale di questa particolare struttura.

A cosa serve il muro di contenimento

A cosa serve il muro di contenimento

I muri di contenimento sono utilizzati da quando l’uomo costruisce per modellare il terreno a seconda delle proprie necessità. Lo scopo dei muri di sostegno è proprio quello di sostenere, con la massima efficacia i terrapieni, naturali o artificiali che siano, prevenendo possibili frane a valle e garantendo l’integrità del suolo.

Sono costruiti, quindi, lungo tutto il perimetro entro il quale contenere e fortificare, ma devono assolvere sempre più spesso anche a una funzione estetica per abbellire un giardino terrazzato, le sponde di un viale o il sostegno a una palizzata. Da un punto di vista strutturale, ciò che li distingue da una qualsiasi altra struttura verticale, è proprio il dover rispondere a sollecitazioni e spinte orizzontali invece che verticali.

Banalmente, anche i muri realizzati per un bacino idrico artificiale sono strutture di contenimento, in quanto l’azione dell’acqua è assimilabile a quella del terreno e la funzione della struttura è proprio la stessa.

Come si costruisce un muro di contenimento

Come si costruisce un muro di contenimento

I muri di contenimento possono essere costruiti con diverse tecniche e materiali, anche a seconda della località e delle verifiche di calcolo effettuate prima di procedere alla progettazione e costruzione del muro.

In ogni caso, il materiale principale usato per costruire i muri di sostegno è il cemento (i cosiddetti Plo) o il calcestruzzo armato, ma è possibile avvalersi anche della pietra tagliata (specialmente per i muretti a secco), nonché di legno e di mattoni.

In alcuni progetti di bioedilizia vengono utilizzati anche dei leganti naturali, come la calce, il fango e la paglia. È il caso, ad esempio, delle murature in terra rinforzata, che possono raggiungere notevoli altezze fuori terra, tenendo presente nella progettazione che maggiore è la larghezza del terreno da rinforzare, maggiore sarà la resistenza della muratura.

Muro a gravità vs muro a mensola

Muro a gravità vs muro a mensola

A seconda del funzionamento statico della struttura che si è scelto di realizzare, si possono distinguere principalmente due tipologie di murature di contenimento, ovvero il muro a gravità e il muro a mensola.

Nel primo caso, la funzione di contenimento e sostegno è svolta proprio grazie alla massa della muratura, tanto che è necessario costruire con dei materiali di una certa consistenza, generalmente la pietra o i mattoni. Dato che il punto forte delle strutture verticali non è la resistenza alla trazione, gli spessori dei muri a gravità sono molto elevati, anche superiori al metro, e con delle fondamenta importanti in calcestruzzo armato. Perciò, molto spesso, questa tecnologia non viene utilizzata.

Il muro a mensola, invece, si realizza con il calcestruzzo armato che, grazie all’armatura, resiste maggiormente alle spinte laterali del terreno anche con uno spessore ridotto (anche 30 cm), da calcolare in base alle sollecitazioni a cui deve rispondere. Questo rende semplice capire perché, quasi sempre, si predilige questo tipo di struttura, che permette di risparmiare materiale, ma anche di ridurre i costi per la costruzione.

Dal muro a secco in pietra, alle moderne soluzioni prefabbricate

Dal muro a secco in pietra, alle moderne soluzioni prefabbricate

In passato si usava spesso realizzare muri di contenimento in pietra a secco, senza superare determinate altezze, che avrebbero aumentato il rischio di ribaltamento.

Un classico esempio sono i terrazzamenti che si trovano in molte regioni italiane, come la Liguria. Nel caso di forti sollecitazioni, il muro poteva anche essere costruito leggermente inclinato e le pietre venivano prima lavorate e sagomate per ottenere migliori prestazioni.

Oggi, sono disponibili nuove e interessanti soluzioni prefabbricate per realizzare muri di contenimento, ad esempio in giardini e parchi. Infatti, si possono utilizzare appositi blocchi prefabbricati, di cui generalmente si cura molto anche l’estetica. Esistono muri alveolari, che grazie alla loro particolare forma permettono la crescita di piante lungo la parete, così come si possono preferire dei blocchi in fibra di vetro, posati a secco e ben ancorati al terreno grazie ad apposite geogriglie.

Leggi anche: Opere su muro di contenimento in condominio e Superbonus 110%

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